BENVENUTI!!!

Benvenuti, oggi iniziamo una nuova esperienza che ci vedrà impegnati al vostro fianco nelle piccole e/o grandi problematiche quotidiane...
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lunedì 13 febbraio 2012

PROSEGUONO I RIALZI DI FRUTTA E VERDURA

Tra sciopero dei camionisti, gelate e speculazioni, i prezzi sono saliti, dal 23 gennaio a ieri, mediamente del 15%. Ma al di là dei prezzi medi, ci sono rialzi che in alcuni negozi toccano il 200%, in particolare per le zucchine e l'insalata. Per questo Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) lanciano lo "sciopero della verdura" e chiedono alle massaie di non acquistare frutta e verdura se i prezzi varcano la soglia fatidica dei 3 euro al chilo, un tetto che, salvo alcune rarissime eccezioni, come ad es. l'aglio, dimostra che è necessario e doveroso rinviare l'acquisto a tempi migliori o perché è in corso una speculazione o perché si tratta di prodotti decisamente fuori stagione. Ovviamente anche se i prezzi sono sotto i 3 euro non vuol dire certo che siano giusti o convenienti. E' opportuno, quindi, che i consumatori visitino il sito www.smsconsumatori.it, in modo da poter verificare la congruità del prezzo rispetto a quello medio praticato al nord, sud e centro Italia. Le 4 associazioni chiedono, inoltre, le dimissioni di Mr Prezzi, una figura priva di poteri e di ruolo, incapace di bloccare qualunque speculazioni in corso, dalla benzina alla verdura. Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori invitano infine il Governo ad inserire un emendamento nel dl Cresci Italia, attualmente in discussione al Senato, prevedendo l’obbligo per i commercianti, a cominciare dai fruttivendoli, di indicare sia il prezzo al dettaglio che all'ingrosso, ossia non solo il tradizionale prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato dal commerciante al grossista, con la percentuale di incremento, come si fa in occasione dei saldi, un meccanismo che, in nome della trasparenza del prezzo, magicamente bloccherà inflazione e speculazioni

giovedì 29 dicembre 2011

"Si Saldi chi può....utili consigli per districarsi nella giungla dei saldi"


Lasciatoci alle spalle il dato negativo inerente i consumi natalizi la nostra attenzione è ora rivolta inevitabilmente ad un altro banco di prova, molto importante, rappresentato dai saldi invernali il cui avvio ufficiale è previsto il prossimo 5 gennaio 2012. Secondo le nostre stime quello che un tempo rappresentava un’opportunità per i commercianti di rinnovare la merce in magazzino riducendo gli stoccaggi e per i consumatori di acquistare a prezzi più ragionevoli si rileverà un vero e proprio fiasco con un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno ed un ribasso del 21% con una spesa pro capite di 90 euro a persona. A risentirne maggiormente le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualità (-35%) seguiti dall’abbigliamento di alta qualità con un calo del 7%. Meno significativo il calo nel settore dell’abbigliamento e calzature sportive con “solo” il 2% meno. I saldi seguiranno l’andamento negativo delle vendite prenatalizie, che hanno registrato un calo del 28%, per la prima volta sono calati anche gli outlet (-6%) e i centri commerciali (-8%), sono andati bene solo mercatini (+5%) ed E-Commerce (+13%). Anche quest’anno a Natale sono comparsi sotto l’albero i regali di seconda mano. Un regalo su tre è stato riciclato, il 15% è stato addirittura fai-da-te. Cresciuti del 10% anche i baratti agevolati dal sorgere in città di mercatini ed iniziative varie. Se il Natale è stato “triste” dal punto di vista dei consumi i saldi non faranno certo fare salti di gioia ad operatori e consumatori. Un situazione frutto anche dell’ostracismo delle associazioni di categoria e degli stessi commercianti che continuano, in anni di forte crisi economica e di sofferenza per le famiglie, a non voler andare incontro ai consumatori compensando il calo di vendite con l’aumento dei prezzi che in alcuni settori sono davvero esorbitanti ed ingiustificati. In quanto alle date di avvio dei saldi già da tempo affermiamo in maniera convinta ai vari livelli organizzativi che sarebbe opportuna un anticipazione così come avviene in altre realtà come Stati Uniti ed Inghilterra dove i saldi iniziano a ridosso o subito dopo le festività natalizie. Senza ostruzionismi da parte dei commercianti gli acquisti potrebbero essere superiori a quanto registrato fermo restando il fatto che ufficialmente non si vuole dare avvio alle vendite a saldo ma nella realtà vi è un proliferare di vendite promozionali pre, durante e post natalizie. Un negozio su due le ha fatte, beffando i consumatori dato che i saldi devono riguardare solo prodotti della stagione in corso mentre per le promozioni questa norma non è applicabile. In questo modo si truffano i consumatori. Pertanto è opportuno e necessario cambiare la normativa al riguardo. Altra osservazione sul proliferare di outlet nel territorio in concorrenza con i negozi tradizionali paradossalmente con la merce fornita dagli stessi. Ci chiediamo se forse non sarebbe il caso di rendere i prezzi più accessibili durante tutto l’anno anziché svendere agli stockisti e quindi alla concorrenza. Il periodo dei saldi è anche una “allettante” occasione per commercianti senza scrupoli di smerciare prodotti contraffatti, i sequestri effettuati in queste settimane dagli organi di controllo Guardia di Finanza e Carabinieri su tutti testimoniano un rischio reale: quello di essere truffati sia sotto l’aspetto economico ma soprattutto di veder minacciata la propria salute. In questo contesto auspichiamo maggiori controlli ma soprattutto la sottoscrizione di impegni con le associazioni di categoria.
In ultimo ma non di minore importanza alcuni consigli prima di avventurarsi nella giungla dei saldi. Per prima cosa fissate un badget da spendere onde evitare indebitamenti ripartendolo per gli articoli di cui effettivamente necessitate. Scegliete i capi da acquistare anche in considerazione di quelli già in possesso in modo da utilizzarli al meglio ed evitare inutili acquisti.

L’ADOC per preservare il consumatore da odiose “bufale” pubblica il decalogo di consigli anti-truffa, valido supporto nella scelta d’acquisto migliore.

1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del cod. civ., di denunziare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il D.lgs n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.
2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E' improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori anche se la crisi ha condizionato fortemente le vendite.
3) Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7) Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi all’Adoc di Brindisi contattando il numero S.O.S ADOC 3490733840, presso gli sportelli ADOC presenti sul territorio, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.

giovedì 22 dicembre 2011

No al falso... Natale 2011!!!



Anche quest'anno la DGLC-UIBM e le Associazioni dei Consumatori intendono rafforzare durante il periodo natalizio il loro impegno nella lotta alla contraffazione, che rappresenta un danno per l’economia del nostro Paese e per l’immagine del Made in Italy, un furto per le imprese italiane, un rischio diretto per la sicurezza e la salute dei cittadini.
E’ con questo obiettivo che viene proposta la seconda edizione della campagna “La qualità non si tratta - A Natale scegli un regalo originale”, che lo scorso anno ha riscosso notevole successo.
L’iniziativa fa parte delle attività di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini-consumatori previste nel Protocollo d’Intesa siglato il 20 luglio 2010 tra la Direzione Generale e le principali Associazioni di Consumatori italiane.
A Natale sostieni il commercio legale, acquista prodotti originaliLeggi il resto: http://www.adoc.org/notizie/5669/natale-fai-un-dono-vero-scegli-un-regalo-originale#ixzz1hHSC9QmF

martedì 6 dicembre 2011

BANDO INCENTIVI ATTIVITA' COMMERCIALI: LE NOSTRE PERPLESSITA'.



L’ADOC di Brindisi esprime forti perplessità in riferimento alla pubblicazione del bando dell’amministrazione comunale di Brindisi a firma del Dirigente alle attività produttive Dott. Nicola Zizzi relativo al finanziamento di interventi per il miglioramento delle attività commerciali nel centro storico di Brindisi.
Un bando che mette a disposizione risorse pari a 200.000 euro al fine di sostenere singoli interventi per importi sino a di 7500 euro nel caso di:
a)allestimento e/o rifacimento vetrine, serramenti e serrande;
b)allestimento e/o rifacimento insegne;
c)illuminazione esterna agli esercizi commerciali;
d)arredo del fronte-strada di pertinenza dell’esercizio commerciale.
Le perplessità nascono dal fatto che si sia decisa, non sappiamo con quali criteri, e senza un preventivo confronto con i soggetti firmatari del protocollo per la costituzione del Distretto Urbano del Commercio tipologia ed ambito degli interventi. Quelli adottati di certo non ricalcano pienamente quanto dettato dalla Regione Puglia e da noi più volte auspicato vale a dire una progettualità che tenga conto delle esigenze degli operatori commerciali ma anche dei consumatori che sono poi i soggetti che di fatto condizionano il mercato. Purtroppo non siamo stati consultati riducendo come al solito quello che dovrebbe essere un piano di più ampia e approfondita analisi ad uno strumento utile solo all’utilizzo unilaterale di risorse pubbliche trascurando chiare linee di indirizzo dettate dalla Regione Puglia. Infatti tra gli interventi previsti nel bando regionale non si fa solo riferimento in senso riduttivo al rifacimento di vetrine, serramenti o quanto riportato dal bando comunale ma si spazia in ambiti che riguardano sia gli operatori commerciali sia i consumatori. Pensiamo alla mobilità, all’arredo urbano, alla sicurezza sinanche all’intrattenimento. Fatte salve le sopra citate considerazioni un riferimento alle risorse. In origine si è parlato di 400.000 euro disponibili divisi equamente tra Regione Puglia e Comune di Brindisi contrariamente a quanto riportato nel bando in cui si fa riferimento alle sole risorse regionali. Ci chiediamo come mai? L’erogazione dei contributi regionali non erano legati a quelli comunali? Dovesse esserci la volontà di effettuare un secondo bando per l’utilizzo pieno delle risorse chiediamo che ci sia un’informativa preventiva ed un coinvolgimento al fine di concentrare gli interventi su ciò che non si è fatto per i consumatori nel bando in vigore. Altro appunto lo rivolgiamo affinché si vigili non solo sull’effettiva realizzazione dei lavori ma anche e sopratutto sull’effettiva utilità con controlli a monte, un modo di operare che riteniamo doveva essere inserito nel bando per evitare di finanziare interventi inutili che non vanno ad incidere sul decoro urbano né tantomeno sul miglioramento dell’attività. Un cenno poi ai regolamenti comunali per il posizionamento di insegne, vetrine, tende, infissi e quanto altro pur essendo legato alle attività commerciali di fatto è parte integrante dell’arredo urbano. Di sconci che nulla hanno a che vedere con il contesto storico ed architettonico del centro cittadino ve ne sono a decine. Esiste un regolamento e se esiste viene rispettato? E’ mai possibile che vengano utilizzati materiali e colori a discrezione delle attività dettate solo da esigenze prettamente economiche? L’ADOC non essendo abituata a vivere passivamente la città ed il rapporto con le istituzioni, certa del contributo che può dare per la crescita della nostra realtà chiede delle risposte ai quesiti posti ed una rivisitazione del bando dopo un esame preliminare da effettuarsi con i soggetti firmatari del protocollo sul distretto urbano del commercio. Se così non fosse chiediamo una verifica interna all’amministrazione comunale per capire il motivo di tali scelte oltre che del mancato coinvolgimento.

lunedì 5 dicembre 2011

MERCATO DEL GIOVEDI' IL GIORNO DELL'IMMACOLATA: PROVVEDIMENTO INACCETTABILE





In riferimento al provvedimento assunto dal Commissario Prefettizio circa lo svolgimento del mercato settimanale nel giorno dell’Immacolata l’ADOC si dichiara fermamente contraria a tale scelta. Non può essere la crisi economica a stravolgere ulteriormente la vita dei cittadini e delle famiglie. Chiediamo come mai non si sia dato seguito alla scelta di anticipare il mercato al Mercoledì così come esprimiamo forti perplessità circa i controlli che possono venir meno in una giornata festiva. Ci riferiamo in particolare a tutto ciò che è a tutela dei consumatori e dei cittadini. Saranno garantiti dall’amministrazione comunale e da tutti i soggetti interessati i dovuti controlli in tema di viabilità, tutela della sicurezza, della salute pubblica nonchè del rispetto delle normative fiscali? In ultima analisi ma non di minore importanza saranno garantiti, il giorno dell’Immacolata, i servizi di igiene urbana previsti nelle normali giornate di svolgimento del mercato? Tutti quesiti a cui vanno date delle risposte tenendo in debito conto che anche tali servizi rappresentano costi aggiuntivi che graveranno inevitabilmente sulle casse della pubblica amministrazione in nome dello shopping selvaggio. Rimaniamo dell’opinione più volte esternata nel corso di incontri ufficiali riguardo la presenza in città da oltre trenta anni di un ipermercato ambulante che saccheggia il territorio senza ricadute economiche ed occupazionali, ricettacolo spesso e volentieri di articoli di scarsa qualità a costi per niente convenienti. Auspichiamo che su tali temi si apra un confronto e che si tenga in futuro in debito conto non solo l’esigenza degli operatori commerciali ma anche dei consumatori.

Consumi di Natale 2011





Tra incertezze per il futuro, una situazione economica insostenibile ed una manovra economica che direttamente o indirettamente mette le mani nelle tasche rappezzate degli italiani, il regalo più desiderato per il Natale 2011, al di là dei sondaggi, è il lavoro e la serenità perduta. Per chi vive la città percepisce le difficoltà che migliaia di nostri concittadini vivono quotidianamente. Le festività natalizie un tempo periodo molto atteso per assecondare desideri e manie di acquisto a “tutti i costi” oggi diviene un utile banco di prova per testare lo stato di salute economica di una realtà. Dopo i timidi segnali di ripresa dei consumi nel Natale 2010 quello di questo anno segnerà di nuovo un’inversione di tendenza in linea con la situazione di incertezza e di austerità dettata dalla crisi economica. Questo anno la spesa media per famiglia sarà di 250 euro oltre il 25% in meno rispetto al 2010. E’ presto per dirlo ma la manovra economica varata dal Governo tra aumenti e l’introduzione di nuove tasse di fatto predispongono le famiglie alla prudenza nella gestione delle seppur minime risorse disponibili. Sarà difficile quest’anno inquadrare i consumi in un determinato periodo dell’anno coincidente con le festività natalizie. In molti hanno già provveduto in queste settimane all’acquisto di varie tipologie di regali approfittando delle offerte proposte in città da diversi esercizi commerciali. Abbigliamento ma anche complementi di arredo per la casa e tutto ciò non rientra nel superfluo sono ormai nelle attenzioni dei consumatori brindisini. Rispetto all’anno passato non va in soffitta l’uso di regali riciclati ed inutilizzati. Una tendenza che deve essere da monito a quanti decidono di fare un pensierino a prescindere dall’effettiva utilità. Il consiglio che diamo è di rientrare nel budget previsto cercando di conciliare il gesto con l’effettiva utilità. Il proliferare di mercatini in città è sintomatico della presenza nelle case di cose inutili o inutilizzate. Sul versante alimentare occhio alla composizione dei cestini natalizi. In molti casi il contenuto non giustifica il prezzo richiesto. In guardia, quindi, sulla qualità dei prodotti e sulle quantità. Sarebbe utile comporre le confezioni con prodotti locali ve ne sono in commercio di ottima qualità a prezzi concorrenziali; prevediamo, quindi, un incremento degli acquisti proprio di questi prodotti per confermare il trend di crescita avuto già lo scorso anno. Capitolo a parte i regali per i più piccoli. Un settore che in questo periodo dell’anno subisce un incremento di vendite notevole con acquisti che il più delle volte non tengono più conto della valenza ludica ed educativa del bene quanto della sua pubblicizzazione. In commercio vi sono articoli di ottima qualità a prezzi accettabili basta non farsi prendere dalla frenesia dell’acquisto stando attenti alle offerte proposte specie dai grandi magazzini che propongono tra l’altro la conversine sino al 30% della spesa effettuata in buoni acquisto.
Segnano il passo i prodotti Hi Tech non tanto nel settore telefonia, agevolato da proposte contrattuali che prevedono nuovi telefonini in dotazione “gratuita” quanto nel settore audio video anche in considerazione della scarsa offerta presente sul mercato a causa della chiusura di importanti aziende internazionali. Comunque il Natale 2011 per quanto riguarda il settore video catturerà comunque l’attenzione dei consumatori in previsione dello switch off del segnale da analogico a digitale previsto nel 2012, un utile occasione per rinnovare vecchi televisori a tubo catodico o comunque non dotati di ricevitore digitale. L’abbigliamento, eccezion fatta per gli accessori, non è più oggetto di attenzione nella scelta dei regali. L’approssimarsi del periodo dei saldi oltre alle temperature miti rendono meno attraente il settore anche in considerazione dei prezzi alti proposti al pubblico.
Prendono sempre più piede le vendite on line non solo di oggetti nuovi ma anche usati in media la spesa è di 20 – 40 euro. Dal punto di vista del budget, invece, il 35% spenderà tra i 20 e i 40 euro per un singolo regalo, il 55% limiterà la spesa ad un massimo di 20 euro, mentre solo il 10% spenderà oltre di 60 euro. Cresce l’indebitamento, promozioni legate al compri oggi e paghi dopo mesi rimandano solo di qualche mese il problema creando alla scadenza enormi difficoltà per i consumatori. Il consiglio è quello di fare affidamento a risorse certe disponibili.
Fermo restando i provvedimenti del Governo riteniamo che l’utilizzo della tredicesima servirà per l’80% a pagare le scadenze mensili, per una detassazione più volte reclamata pensiamo non ci sia più né volontà, né tempo. Con lo sgravio invece ci sarebbe stata maggiore disponibilità economica per incentivare i consumi e quindi l’acquisto dei regali.

martedì 4 ottobre 2011

Bentornata Campagna Amica



Riapre il mercato Campagna Amica di Coldiretti Brindisi in una zona centrale dell'abitato di Brindisi. Un'inziativa sostenuta a tutti i livelli da ADOC che ci sentiamo di supportare per le finalità ed i benefici che può portare ai consumatori. Di seguito il comunicato stampa dell'associazione.



Dopo la pausa estiva, torna a gran richiesta, a partire da mercoledì 5 ottobre 2011 il Mercato di Campagna Amica: appuntamento settimanale, presso l’area adibita a parcheggio in via Dalmazia, 31 nei pressi della Sede della Federazione Provinciale Coldiretti Brindisi, con i soci di Coldiretti e le eccellenze dell’agroalimentare della provincia di Brindisi: frutta e verdura di stagione, latticini e formaggi, salumi, vini di gran pregio, olii extravergine d’oliva, pane, miele e sottoli, I prezzi saranno inferiori del 30% rispetto a quelli segnalati dal servizio SMS Consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, eccezion fatta per produzioni di nicchia non comparabili.
I mercati di Campagna Amica, nati con l’obiettivo di consentire la conoscenza diretta di produzioni locali, di contribuire alla divulgazione delle tradizioni culturali locali e di salvaguardare al contempo il potere d’acquisto del consumatore e la sopravvivenza delle imprese agricole del territorio, sono espressione del Progetto di Coldiretti: realizzare un grande sistema agroalimentare che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità a un prezzo giusto: Una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori.
Nei Mercati di Campagna Amica produttori soci Coldiretti e consumatori si incontrano in un mercato senza alcuna intermediazione, al fine di ottenere oltre al contenimento dei prezzi la garanzia della qualità e della sicurezza sull'origine. Coldiretti consiglia di preferire prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole, dato che i costi della logistica incidono fino ad un terzo per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari.
Privilegiando l'acquisto di prodotti locali e di stagione oltre a risparmiare si salva l'ambiente dall'inquinamento dovuto all'emissione di gas serra responsabile dei cambiamenti climatici.

domenica 25 settembre 2011

Aumento IVA: Conti in rosso e consumatori al verde...


L’aumento dell’IVA dal 20% al 21% per alcune categorie di prodotti, previsto nell’ultima finanziaria, ha scatenato proteste e analisi circa le ripercussioni sui prezzi al consumo, inevitabili, ma anche su possibili scenari a discapito dei consumatori. E’ paradossale che in un momento di forte crisi economica per le famiglie e per interi settori produttivi si sia optato per un incremento dell’iva con il rischio di deprimere ancor di più l’economia con effetti negativi specie in territori in perenne emergenza come il nostro. Un ulteriore colpo inferto al potere d’acquisto delle famiglie dopo i rincari, ingiustificati, anche di beni di largo consumo in tutti questi anni. Secondo nostre stime il maggiore esborso per le famiglie ammonterebbe a 125 € annui con una forte incidenza in settori quali l’abbigliamento, turismo, ristorazione e mobiltà. Un calcolo al netto di influenze indirette che tale provvedimento può avere nella vendita di beni di prima necessità che solo ufficialmente non sono interessati dalla manovra. Infatti, se da una parte prodotti come quelli agroalimentari non sono assoggettati ad aumenti iva dall’altra bisogna tener in conto che confezionamento, trasporto, e buona parte di ciò che ruota intorno alla filiera produttiva ne risente negativamente con il risultato che anche questi prodotti subiranno aumenti. Una situazione, a nostro avviso, che nel breve periodo non determinerà scelte mirate dei consumatori sugli acquisti ma imporrà un vero e proprio stop dovuto all’inevitabile esaurimento delle risorse economiche disponibili creando vere e proprie emergenze quali l’indebitamento o rinunce importanti tra cui la tutela della salute e la scelta di prodotti di qualità. Ma i risvolti possono essere anche altri per certi versi controproducenti persino per le stesse casse dello Stato. Pensiamo ad esempio alla vendita/acquisto di beni e servizi senza fatturazione. Una pratica consolidata a leggere i dati sull’evasione fiscale dettata dalla furbizia di alcuni operatori commerciali che “rischiano” di incassare illecitamente ancor di più grazie proprio all’incremento IVA. Altro aspetto da non trascurare è che si induca il consumatore ad accettare l’acquisto in “nero” traendo vantaggio da tale operazione illecita ed esponendolo a provvedimenti sanzionatori. La soluzione per evitare tutto ciò va nella direzione opposta a quella attuata vale a dire una riduzione della pressione fiscale ed un contestuale vantaggio nel pretendere l’applicazione della legge come nel caso del rilascio della ricevuta e/o scontrino utili ai fini di una detrazione. Rimanendo nell’ambito delle previsioni altra minaccia è rappresentata dall’arrotondamento al rialzo dei prezzi al consumo. Difficilmente, infatti, vedremo comparire i decimali o i centesimi sui cartellini è molto più probabile che i prezzi arrotondati nascondano veri e propri rincari che nulla hanno a che vedere con l’aumento iva aggiungendo danno su danno. Altro settore interessato agli aumenti iva è quello dei carburanti al centro da anni di aspre polemiche per i continui rincari nonostante le oscillazioni favorevoli del cambio euro/dollaro. Accreditate fonti nazionali danno una quotazione media di 1,642 euro per la benzina e di 1,523 euro per il gasolio un prezzo del 12% superiore rispetto alla media europea. Stimiamo che sia intorno ai 25 euro annui il sovrapprezzo per le famiglie. Un dato che incide direttamente nell’uso del mezzo privato ma anche sul costo di beni e servizi. L’ADOC di Brindisi si farà promotrice nei prossimi giorni di un’iniziativa che porti alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria affinchè si adotti nel territorio di Brindisi un codice di trasparenza e di controllo che garantisca il consumatore contro comportamenti che rischiano di aggravare ancor di più una situazione economica insostenibile. Auspichiamo un’adesione alla nostra proposta al fine di tutelare i consumatori ma nel contempo anche gli operatori commerciali e le attività artigiane che operano con correttezza e professionalità doti che rischiano di essere messe in discussione da comportamenti che non possono essere tollerati.

giovedì 1 settembre 2011

Concorso fotografico: "Esercente ADhOC"

Preannunciamo che a breve sarà presentato pubblicamente il I° Concorso fotografico "Esercente ADhOC". L'iniziativa rivolta a tutti i cittadini ha lo scopo di ritrarre momenti di vita quotidiana vissuta dai consumatori e dai commercianti della città di Brindisi. In palio interessanti premi. Modalità di partecipazione e regolamento saranno resi noti attraverso apposite inziative di informazione.


sabato 27 agosto 2011

TRUFFE A PESO D'ORO



L’oro è un bene rifugio e nei momenti di crisi, come l’attuale, venderlo è uno dei rimedi per rimpinguare il portafogli. Così si spiega il boom dei “Compro Oro” che nell’ultimo anno sono aumentati del 25%. “Rispetto allo scorso anno il 30% in più dei consumatori ha venduto i propri gioielli presso un “Compro Oro”, un’attività che è cresciuta del 25% nell’ultimo anno, arrivando a contare oltre 5mila negozi in tutta Italia due sono i motivi del boom: la crisi economica e il rialzo del prezzo dell’oro. Nell’ultimo anno quest’ultimo ha subito un’impennata del 40%, negli ultimi 5 anni il prezzo è salito del 160%. Di conseguenza la corsa a vendere l’oro ha accelerato, oggi i Compro Oro sono frequentati da ogni tipologia di consumatore, dal pensionato al dipendente, dal padre di famiglia allo studente. Il giro d’affari è enorme, ogni attività genera un flusso economico di circa 350mila euro l’anno, in totale vengono mossi quasi 2 miliardi di euro l’anno su tutto il territorio.” Mettiamo in guardia i consumatori dalle possibili truffe in cui possono incappare. Purtroppo non di rado capita di venire truffati presso i Compro Oro dove l’oro viene valutato troppo poco rispetto al reale valore di mercato. Colpa di una pubblicità poco trasparente, che non fa distinzione tra oro a 18K e oro puro, bilance truffaldine e scarsa attenzione alle quotazione giornaliere del bene. Per questo abbiamo pubblicato alcuni “preziosi” consigli per evitare spiacevoli situazioni al momento di vendita dell’oro.

Consigli per vendita oro

1) Quotazione: aggiornarsi costantemente sulle quotazioni dell’oro previene la possibilità di farsi gabbare dai venditori che applicano un prezzo non corrispondente al reale valore. 2) Purezza: fare attenzione se l’oro è a 18K (impuro, composto al 75% da oro e al 25% da altre leghe) o oro puro a 24K. Spesso il prezzo annunciato si riferisce a quest’ultimo, ma se si vuole vendere oro a 18K il prezzo va decurtato del 25%. Inoltre, non tutti i Compro Oro accettano di comprare oro puro. 3) Peso: è preferibile pesare il proprio oro da soli (su una bilancia digitale) o presso un gioielliere specializzato o di fiducia. Non è raro che nei Compro Oro la bilancia segni un peso inferiore a quello reale, che si traduce in un ingiusto guadagno per il compratore. 4) Pagamento: accertarsi che il pagamento sia effettivo e che non sia proposto, al contrario, un semplice scambio di preziosi. 5) Documenti: diffidare di chi non chiede alcun documento per la compravendita, tutte le transazioni devono essere registrate

giovedì 28 luglio 2011

Costituito il distretto urbano del commercio





E’ stato sottoscritto stamani, a Palazzo Nervegna, un Protocollo di intesa sul “Distretto urbano del commercio” con i rappresentanti della Camera di Commercio di Brindisi, della Confcommercio e della Confesercenti.
Per il Comune di Brindisi erano presenti il Vice Sindaco Mauro D’Attis e l’Assessore ale Attività Produttive Francesco Renna.
Il protocollo d'intesa per la costituzione del Distretto urbano del commercio è stato sottoscritto da Comune di Brindisi, Camera di Commercio di Brindisi, dalle locali Confcommercio, Confesercenti, C.N.A., U.I.L. e ADOC di Brindisi, dalle associazioni Proattivamente a.p.s., Brindisi di Tutti e Mamadù di Brindisi.

OBIETTIVI:
Il Distretto Urbano del Commercio finalizza le sue azioni al perseguimento di tre principali obiettivi:
1. coordinare l’offerta commerciale complessiva, per specializzarla e tipizzarla sempre più non solo in funzione della domanda esplicita, ma anche dei bisogni non espressi dalla popolazione;
2. sostenere commercialmente i flussi di visitatori attratti dalla vivibilità, ma anche dalle molteplici iniziative socio-culturali organizzate nella città;
3. realizzare una struttura di Town Centre Management, attraverso la rifunzionalizzazione del vecchio Cinema-Teatro “Di Giulio” (di proprietà dell’Amministrazione Comunale) ed una diversa destinazione commerciale della storica Piazza Mercato e delle strutture immobiliari pubbliche che su di essa si affacciano.

STRATEGIA:
La strategia del Distretto Urbano del Commercio sarà implementata attraverso il perseguimento di cinque obiettivi strategici chiave:
- Obiettivo 1 ‐ Migliorare l’accessibilità e la mobilità nell’area-obiettivo;
- Obiettivo 2 ‐ Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità;
- Obiettivo 3 ‐ Sviluppare attività di marketing e promozione del Distretto;
- Obiettivo 4 ‐ Aumentare il livello di sicurezza nell’area dell’intervento;
- Obiettivo 5 - Costruire un sistema di conoscenze e di governance pubblico-privato per lo sviluppo del Distretto Urbano del Commercio.
Questi obiettivi strategici sono stati identificati attraverso un’attenta analisi e valutazione dei punti di forza e di debolezza della rete commerciale cittadina e dovranno essere sviluppati e gestiti da un Tavolo di Lavoro Unitario da costituire con la partecipazione di tutti gli stakeholders (Enti Locali, Associazioni Imprenditoriali, Organizzazioni Sindacali, Associazioni Culturali e del Terzo Settore, Movimenti ambientalisti, ecc.)
I soggetti sopra indicati saranno impegnati con risorse e idee a sostenere la nascita e lo sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione del commercio urbano, riconoscendone il forte grado di innovazione nella prospettiva di una valorizzazione dell’offerta urbana come azione collettiva di sistema in risposta alla crescente affermazione competitiva dei poli commerciali extraurbani, peraltro in sintonia con quanto già avvenuto in altre esperienze internazionali.
Per ciascuno degli obiettivi strategici sopraelencati sono stati individuati specifici interventi ed azioni che contribuiscono in modo fattivo al raggiungimento degli obiettivi stessi. Si tratta di azioni che vanno a completamento dei programmi già oggi esistenti e che risultano coerenti con i più generali piani di sviluppo della città, con particolare riferimento al Programma di Rigenerazione Urbana.






sabato 19 marzo 2011

NO AL FALSO!!!




Nell’ambito della Convenzione siglata in data 17/11/2010 e che vede collaborare la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico e 8 associazioni dei consumatori tra cui ADOC si inserisce un’indagine quali-quantativa realizzata su un campione di 4000 consumatori, coerentemente rappresentativo del territorio nazionale. Il sondaggio è parte di un complesso di attività previste dalla Convenzione e costituisce un passaggio chiave per verificare e analizzare la percezione del fenomeno contraffattivo da parte dei consumatori, indagando principalmente la loro consapevolezza circa i rischi che il fenomeno della contraffazione può determinare per la salute e la sicurezza.

Il sondaggio d’opinione, che a Brindisi ha coinvolto oltre 400 consumatori, ha dunque indagato la dimensione del fenomeno, ne ha sottoposto a verifica modalità e canali d’acquisto e ha contribuito ad evidenziare i prodotti maggiormente oggetto d’acquisto, riscontrando così la reale consapevolezza rispetto ai rischi sulla salute e la sicurezza, oltre che l’impatto sull’economia del paese.

L’indagine ha prodotto risultati molto interessanti, delineando scenari in alcuni casi inaspettati e che si configurano come un valido punto di partenza per riflessioni, spunti e azioni successive.

Nell’ambito della conoscenza del fenomeno e delle sue ripercussioni, il 90% degli intervistati (con punte del 93% nel Nord Est e nel Nord Ovest) dichiara di essere oggi a conoscenza del rischio di sanzioni amministrative derivanti dall’acquisto di prodotti contraffatti, tuttavia l’elemento “prezzo” gioca un ruolo fondamentale nella motivazione di acquisto -soprattutto in un contesto economico delicato come quello attuale- tale per cui il campione afferma di essere disposto a correre rischi sia pecuniari che di salute pur di ottenere un effettivo risparmio economico.

Un prezzo accessibile ed allettante, dunque, rappresenta il principale stimolo all’acquisto di prodotti falsi (82,3%), al quale si accompagna una significativa, quanto allarmante affermazione se si indaga ulteriormente circa la qualità del prodotto contraffatto: il campione dichiara infatti di non riscontrare difetti di qualità, facilità di usura nei prodotti falsi se paragonati a quelli originali.

Altro elemento di rilievo è da individuare nel rispetto della legalità: il 72,9% degli intervistati “non si sente in colpa nei confronti del fisco, né nel contribuire ad alimentare gli interessi della criminalità organizzata, né per il danno economico arrecato al Paese”, badando dunque ad un aspetto puramente di convenienza personale. Sorprendentemente, chi dichiara di aver acquistato merce contraffatta, esprime soddisfazione rispetto ai prodotti ed intende ripetere l’acquisto, proprio ad indicare una sorta di “normalizzazione” del comportamento d’acquisto che deve dunque allertare le istituzioni preposte al monitoraggio, prevenzione e repressione del fenomeno.

Un dato risulta apparentemente discordante: solo 586 intervistati su 4000 (14,65% del campione) ha dichiarato di acquistare prodotti contraffatti; tuttavia se consideriamo che il 90% del campione ha ammesso di essere consapevole di commettere un reato nell’acquisto di un falso, ne risulta una evidente reticenza ad affermare la propria parte attiva nel fenomeno Nell’ambito di possibili interventi per arginare il fenomeno, da parte del campione, emerge l’esortazione a ideare e inserire nel mercato linee di prodotti originali/di marca a prezzi più accessibili (91,5%) oppure ad una maggiore accessibilità economica verso i prodotti originali (87,3%), oltre alla comminazione di sanzioni per i venditori di prodotti contraffatti (79,6%), assolvendo tuttavia chi, come i consumatori (solo il 50%), in realtà contribuisce più o meno consapevolmente ad alimentare il fenomeno proprio attraverso l’acquisto. L’indagine si rivela dunque un primo strumento di misurazione del fenomeno e sul quale le associazioni, in collaborazione con la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM, si apprestano a calibrare tutte le imminenti iniziative previste dalla Convenzione. “Credo che comprendere le dinamiche dei processi di acquisto legati al fenomeno della contraffazione sia un passo importante per depotenziare efficacemente la domanda di prodotti contraffatti – ha affermato l’avv. Loredana Gulino, Direttore Generale della Direzione per la Lotta alla Contraffazione – UIBM - e il mio personale plauso va al lavoro delle associazioni, da sempre vicine ai bisogni dei consumatori e capaci dunque di interpretarne al meglio istanze e necessità.”