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Benvenuti, oggi iniziamo una nuova esperienza che ci vedrà impegnati al vostro fianco nelle piccole e/o grandi problematiche quotidiane...

sabato 23 marzo 2019

BULLISMO : L'ADOC INCONTRA I RAGAZZI DELLA SCUOLA "GIULIO CESARE"



                                                                      COMUNICATO STAMPA

Si terrà Mercoledì 27 Marzo alle ore 10.00 nell’Aula Magna della scuola secondaria di primo grado “Giulio Cesare” l’incontro di sensibilizzazione promosso dall’Adoc provinciale di Brindisi sul tema del Bullismo. Esperti del settore incontreranno gli alunni delle terze classi che avranno anche la possibilità di confrontarsi con un ospite d’eccezione: l’agente scelto della Polizia di Stato Gianni Gravina, autore del libro “Un angelo in blu – una storia contro il bullismo”. Un racconto emozionante carico di significati e riflessioni su di una piaga che interessa ogni anno migliaia di adolescenti con risvolti imprevedibili a tratti drammatici. Dopo i saluti del Dirigente scolastico Prof. Antonio Santoro a presiedere i lavori ci sarà l’Avv. Marina LEO, responsabile dell’avvocatura ADOC di Brindisi, introdurrà la Dott.ssa Maria Chiara Criscuolo, redattore del Nuovo Quotidiano di Puglia, interverranno la Psicologa Dott.ssa Francesca Cafarella e la sociologa Maria Nimis. Concluderà i lavori il Presidente provinciale ADOC Zippo Giuseppe. Un fenomeno in crescita ed in evoluzione il bullismo considerati i dati disponibili. Nel nostro Paese un adolescente su due subisce episodi di bullismo. Le fasce di età più esposte è quella compresa fra gli 11 ed i 17 anni, ma è tra gli 11 e i 13 anni che si concentrano le situazioni più critiche. Si parte dalle parolacce e gli insulti passando dalle derisioni  per l’aspetto fisico per poi arrivare a veri e propri scontri fisici. A subire maggiormente sono le femmine (20,9%) che i maschi (18.8%) mentre è nei licei che si consuma maggiormente tale reato (19,4%) seguiti dagli istituti professionali  (18,1%) e dagli istituti tecnici (16%). Al nord il fenomeno è più diffuso con il 23% dei ragazzi coinvolti nella fascia di età fra gli 11 ed i 17 anni con punte del 57% se si tiene conto di casi sporadici. Per arginare e combattere il fenomeno è importante un’azione sinergica di contrasto e sensibilizzazione con il coinvolgimento delle istituzioni, famiglie, associazioni ed organi di controllo. Numerose le azioni messe in campo in questi anni con attività di prevenzione, formazione e comunicazione elementi portanti della legge n.71 del 29 Maggio 2017  riportante disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.
Le leggi ci sono, quindi, bisogna solo agire. Poco più del 50% dei ragazzi ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento. Nel 9,1% dei casi gli atti di prepotenza si sono ripetuti ogni settimana; a subire costantemente comportamenti offensivi, non rispettosi o violenti sono stati nel 22,5% dei casi i ragazzini fra 11 e 13 anni e nel 17,9% dei casi gli adolescenti fra 14 e 17 anni.
Le violenze più comuni sono offese, parolacce e insulti (12,1%), la derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare (6,3%), la diffamazione (5,1%), l’esclusione per le proprie opinioni (4,7%), le aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni (3,8%).
Tra le preoccupazioni degli adolescenti, oltre gli atti di prepotenza e denigrazione, le minacce di diffusione di foto intime e video a sfondo sessuale sul web. Uno su quattro teme di essere ricattato per la pubblicazione di questo genere di contenuti su un social network o la diffusione attraverso piattaforme di instant messaging. Oltre la metà degli adolescenti (59%) ha vissuto esperienze spiacevoli e negative durante la fruizione di una diretta streaming.
Timori che trovano diretto riscontro anche nella vita reale. Nel 2017, infatti, il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro ha gestito circa un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche legate all’utilizzo di Internet: cyberbullismo, sexting, atti autolesivi e suicidio, grooming, pedopornografia online, dipendenza da Internet.
La prima barriera da abbattere per affrontare il problema è l’omertà, accrescendo il livello di cultura e la conoscenza del fenomeno, facendo rete a livello istituzionale.
Bisogna abbattere il muro del silenzio: parlare, denunciare, vincere la vergogna che circonda e alimenta il fenomeno
E’ su questi elementi che si incentra l’attività dell’ADOC già attiva nelle scuole del territorio con incontri tematici mettendo a disposizione conoscenze e professionalità di esperti del settore e diffondendo la cultura della legalità in ogni settore.

(Fonte dati statistici Istat e Telefono Azzurro)

Brindisi li, 24 Marzo 2019
         
       Il Presidente provinciale
               Zippo Giuseppe     

mercoledì 20 marzo 2019

Distacco di contatore illegittimo – il Giudice del Tribunale di Brindisi da ragione al consumatore – vittoria dell’Ufficio Legale Adoc Brindisi

Si è concluso vittoriosamente nella giornata di ieri, con ordinanza del Giudice del Tribunale di Brindisi Roberta Marra, confermativa del provvedimento cautelare emesso dalla stessa lo scorso 15.11.2018 il giudizio che ha visto contrapposti una cliente Enel Gas, rappresentata dall’Ufficio Legale Adoc Brindisi nella persona dell’Avv. Rossana Palladino, e la Società erogatrice del servizio.

La controversia traeva origine dal ricevimento da parte della cliente di fatture esorbitanti, immediatamente contestate, a fronte del malfunzionante del contatore presente nell’appartamento della stessa cliente.
Dopo aver presentato ripetuti reclami rimasti senza esito la consumatrice, all’esito del distacco del contatore per mancato pagamento delle fatture contestate e mai ricalcolate da Enel, si rivolgeva all’associazione dei consumatori al fine di essere assistita nella vicenda.

Presentato ricorso d’urgenza al fine di ottenere l’immediato riallaccio dell’utenza, il Giudice ordinava tempestivamente il riallaccio, rinvenendo un danno urgente ed irreparabile dalla condotta dell’Enel e, con l’ordinanza emessa nella giornata di ieri, confermava l’inesistenza dei presupposti di legge per procedere al distacco, acclarando pertanto la condotta illegittima della Società che non solo non aveva risposto ai reclami ripetuti della cliente (pur avendo accertato il malfunzionamento del contatore, peraltro poi sostituito proprio perché mal funzionante) ma addirittura aveva proceduto al distacco dello stesso senza il preavviso previsto dalla normativa di settore, anche di carattere comunitario.

Lo sportello Adoc per le problematiche analoghe è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle ore 19,00.

giovedì 14 febbraio 2019

Azionisti truffati. Banca Popolare di Bari ancora senza soluzioni all’orizzonte





Se per le popolari Etruria, Popolare Vicenza, Veneto Banca, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti qualcosa pare muoversi nell’orizzonte delle possibilità per gli azionisti truffati di ottenere dei risarcimenti, attraverso le soluzioni individuate dal Governo che ha ipotizzato in finanziaria l’accesso anche agli azionisti al fondo per il ristoro degli obbligazionisti colpiti dai crack bancari -eliminando addirittura ai fini dell’indennizzo anche il passaggio del cd misselling (dimostrazione di fronte all’Arbitro Consob del diritto al rimborso)- niente di nuovo pare esserci all’orizzonte per i truffati da Banca Popolare di Bari.

La soluzione alla vicenda delle azioni emesse dall’Istituto bancario pugliese, scese vertiginosamente dagli originari € 93,50 agli scarsi € 2,38 odierni, pare infatti non trovare soluzioni, nè alcun interesse nelle intenzioni del Governo e degli Enti di vigilanza. 

In sostanza ad oggi si lascia che la Banca decida autonomamente, secondo gli interessi propri o di possibili nuovi azionisti, il passaggio da Società cooperativa ad Spa, con ingresso di nuovi capitali che possano risanare la situazione (decisione nuovamente rimandata nell’assemblea del 16 Dicembre scorso) senza tuttavia ipotizzare alcun tipo di intervento concreto che consenta agli azionisti di recuperare la totalità, o quantomeno una parte, dei risparmi investi nelle azioni della Banca, ormai invendibili sul mercato e che, al termine del periodo di sei mesi che il regolamento del circuito Hi-Mtf prevede dopo la fine del primo anno di negoziazioni, di fatto resteranno negoziabili  pressochè all’infinito a tale prezzo di riferimento simbolico senza nessuna possibilità di rialzo ma neppure di cessione su un mercato di scambio che in sostanza non esiste più!

Si rende pertanto necessario con urgenza intervenire e mobilitarsi affinchè siano individuate soluzioni che garantiscano un indennizzo, o comunque maggiori tutele, ai circa 70mila piccoli azionisti della Popolare di Bari ad oggi ancora nel guado e senza possibilità concreta di ottenere giustizia; con invito anche agli Organi di stampa a prestare la massima attenzione alla vicenda ed a vigilare affinchè gli azionisti truffati non vengano lasciati soli.

                                                                                             

                                                                   avv. Rossana Palladino 

                                                                                                                                

sabato 2 febbraio 2019

CONSORZIO ARNEO, LAVORI DI PULIZIA CANALI: CHI CONTROLLA???




Mentre cresce la protesta degli agricoltori e dei cittadini contro i Consorzi di Bonifica contro il pagamento delle cartelle emesse nonostante servizi mai resi di contro assistiamo ad interventi alquanto discutibili che rischiano di   pregiudicare ancor di più l’equilibrio ambientale del territorio. Infatti, sono in corso in queste ore lavori di pulizia del canale a ridosso del quartiere La Rosa.  Una buona notizia, in controtendenza rispetto a quanto avvenuto nel passato, se non fosse che i fanghi rivenienti dalle operazioni di pulizia vengono riversati nei terreni adiacenti al canale. Ci chiediamo se sia stata effettuata una caratterizzazione dei fanghi o quantomeno una valutazione sulla compatibilità degli stessi con le modalità adottate e se tale procedura non rischi di contaminare i terreni circostanti. Sulla base di questi interrogativi e delle segnalazioni pervenuteci dai proprietari dei terreni e degli immobili insistenti nell’area l’Adoc di Brindisi informa di aver chiesto, nella mattinata odierna, un celere intervento delle autorità di controllo.
                                                                                      

venerdì 28 dicembre 2018

Concerto di Natale 2018 - Sulle Note della Solidarietà Adoc e Cuore di Donna insieme per la prevenzione del tumore al seno

Concerto di Natale Sulle note della Solidarietà- Una serata davvero speciale CUORE di DONNA ed ADOC insieme per un progetto di ampio respiro che inizia a muovere i primi passi per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi a sostegno delle attività per la prevenzione del tumore al seno. Un grazie a Tiziana Piliego, referente di Cuore di donna, per l'esperienza vissuta, a Sabrina Sportelli per il supporto, alla Marina Militare Italiana, all'amministrazione comunale di Brindisi, alla Fondazione del Nuovo Teatro Verdi per l'ospitalità, alle autorità civili e militari presenti, al gruppo editoriale Distante per la conduzione della serata con la bravissima Valentina Fanigniulo, ad Ecotecnica per la sensibilità, alla Uil di Brindisi, all'Adoc Puglia, ai medici ed agli operatori sanitari della Asl di Brindisi, all'associazione In Photo e a Luigi Cataldo per le foto, a Fiori per Strada, a Francesca Scatigno ed al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Brindisi ed agli uomini che hanno garantito la sicurezza dell'evento e la loro vicinanza come loro abitudine. Grazie a Michele Casto per aver consentito al pubblico di apprezzare le proprie creazioni artistiche, abiti da sogno a tema. Un grazie a quanti hanno creduto nell'iniziativa, ai tanti cittadini che hanno scelto di esserci e a quanti decideranno di seguirci e supportarci per realizzare un progetto ambizioso ma fattibile per il grande cuore dei brindisini. GRAZIE!


































domenica 4 novembre 2018

ADOC su emergenza idrogeologica, criticità e attività di prevenzione.



COMUNICATO STAMPA

Mentre scorrono le drammatiche immagini dei disastri e delle tragedie causate dal maltempo in vaste aree del nostro Paese a livello locale l’attenzione non può che concentrarsi sulle criticità e le relative attività di prevenzione. La carenza di opere idrauliche, l’assenza di manutenzione di quelle esistenti e la diffusa presenza di opere abusive attigue a luoghi a rischio fanno da cornice ad una situazione al limite della sostenibilità e della sicurezza. Emblematica la situazione lungo la costa a ridosso della falesia ma anche nel centro abitato con quartieri sprovvisti di impianti per la raccolta delle acque piovane e con canali invasi da vegetazione spontanea e da rifiuti di ogni genere. Rimpallo di competenze e burocrazia peggiorano una situazione già di per sé potenzialmente allarmante.  E’ cronaca di questi giorni l’avvio dei lavori di pulizia del Canale Patri dopo la diffida dell’amministrazione comunale inoltrata al Consorzio di bonifica dell’Arneo che è bene ricordarlo incassa una cartella di circa trentamila euro dal Comune di Brindisi. Purtroppo da un monitoraggio dello stato dei luoghi gli interventi eseguiti risultano essere oltre che tardivi anche approssimativi considerata la presenza, tuttora, lungo gli argini, di sterpaglie e canneti. Un interrogativo a questo punto sorge spontaneo: gli uffici di Piazza Matteotti si preoccupano di controllare l’efficacia degli interventi ma soprattutto quando attueranno quanto di propria competenza? Il riferimento è alle attività tuttora non eseguite a carico dell’amministrazione comunale relativamente alla manutenzione/pulizia della vasca di limazione delle acque. Un’opera costata milioni di euro, la cui efficacia è  vanificata da una colmata di fango e vegetazione. Per quanto sopra richiamiamo l’attenzione del Sindaco, degli assessorati e degli uffici competenti al fine di un più attento monitoraggio della situazione.

Brindisi li, 4 Novembre 2018

Il Presidente provinciale
       Zippo Giuseppe        

sabato 27 ottobre 2018

PUBBLICATI I DATI DELL'ISS SUL GIOCO D'AZZARDO, MILIONI DI CITTADINI A RISCHIO...



COMUNICATO STAMPA

Sono stati resi noti i dati relativi alla prima indagine epidemiologica condotta dall’Istituto superiore della sanità sulle dipendenze da gioco d’azzardo. Un fenomeno che nel nostro Paese coinvolge 18 milioni di adulti di cui 1,5 milioni i problematici. Una dipendenza legata più a slot e VLT associata ad abitudini che minano la salute come l’abuso di alcol e fumo. Ma l’azzardo ha risvolti economici sulle famiglie: il 5,8% dei giocatori problematici ha ottenuto la cessione del quinto dello stipendio, il 27,7% ha ottenuto prestiti da finanziarie mentre il 14,2% ha chiesto prestiti a privati.  Il 36,4% degli Italiani, circa 18,4 milioni di persone, ha giocato almeno una volta nei 12 mesi antecedenti l’indagine. Un fenomeno in crescita che non finisce d mietere vittime sulla scia della crisi economica, della diffusa presenza di attività legate al gioco d’azzardo sul territorio senza trascurare l’on line in uno scenario che vede forti interessi in gioco da quelli dell’erario ai concessionari supportati da una politica non sappiamo se definire “disattenta” o “interessata”. Nell’ultimo anno, secondo il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità il gioco ha interessato quasi un uomo su due, il 43,7%, e una donna su tre, il 28,7%. Si gioca d’azzardo soprattutto tra i 40 ed i 64 anni. Si inizia a giocare soprattutto tra i 18 e 25 anni nel 51,8% dei casi. E’ il tabaccaio, il luogo preferito dagli italiani per giocare, nell’82,6% dei casi seguono il bar con il 71,8% e le ricevitorie con il 26,9%, poi sale scommesse (12,5%) e sale bingo (8,2%). Un italiano su due (il 47,3%) sceglie il luogo dove giocare perché preferibilmente vicino a casa. I giocatori a basso rischio sono il 4,1% (circa 2 milioni) e i giocatori a rischio moderato sono il 2,8% (circa 1,4 milioni). I giocatori problematici sono circa il 3% (circa 1,5 milioni) tra questi ultimi la fascia di età più rappresentativa è quella 55-64 anni. ‎Il 26,5% (circa 13.450.000 italiani) si è dedicata al gioco in modo sociale, con differenze significative tra maschi e femmine (rispettivamente il 30,2 e il 23,1%). Nel Sud il tasso di giocatori è inferiore alla media nazionale (33,8%), ma quello di giocatori problematici è superiore (4,6%). Il comportamento problematico si associa a slot (51,9%), alle Vlt (33,6%). Un’ulteriore indagine di ISS ha inoltre rilevato che quasi 700mila minorenni hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno: di questi quasi 70mila sarebbero problematici. L’offerta illegale del gioco piace ai giocatori problematici, hanno ammesso di essersi rivolti  a tale offerta il 5.1%. Dati preoccupanti a tratti drammatici di cui si fa fatica a prenderne coscienza ed a determinare le opportune azioni di prevenzione e di contrasto. Le recenti disposizioni legislative nazionali sulla regolamentazione della pubblicità sul gioco sono spesso trascurate mentre le misure in vigore previste dalla legge regionale n.43/2013 sono ampiamente disattese dalle amministrazioni comunali. Ma è un’altra la partita che si sta “giocando” in Puglia in queste settimane alla vigilia dell’entrata in vigore di quanto previsto all’art. 7 comma 3 della legge regionale n. 43 del 13 dicembre 2013 in materia di “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)” vale a dire la decadenza di tutte le licenze di pubblica sicurezza rilasciate prima della legge. Con la decadenza le nuove licenze dovranno sottostare ai nuovi vincoli nel rispetto dell’art. 7 comma 2, quindi rispettare la distanza prevista di 500 metri dai luoghi sensibili quali istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali e altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette. Su questo si è scatenata la “lobby del Gioco d’azzardo” in Puglia con una proposta di legge approvata in commissione sanità che mira a prorogare di ulteriori due anni l’entrata in vigore delle norme vincolanti. Un provvedimento che rischia di essere approvato dall’assise regionale più per garantire gli equilibri politici che per le opportune  valutazioni di merito. L’ADOC ritiene che la salute dei cittadini ed il benessere sociale ed economico  delle famiglie pugliesi non possono essere oggetto di contrattazione politica e che tali tentativi vadano rigettati con fermezza. Per quanto sopra facciamo appello alla sensibilità istituzionale del Presidente Emiliano che ha già dimostrato di porre al centro dell’azione amministrativa la salute dei cittadini a dispetto degli interessi economici, vedi il caso ILVA.  A livello locale l’ADOC, in attesa di incontri di approfondimento con l’amministrazione comunale di Brindisi, in sede di presentazione della bozza del documento strategico per il commercio rende noto di aver chiesto l’inserimento nel documento di un esplicito riferimento alla legge regionale per il contrasto al gioco patologico oltre l’adozione di provvedimenti ed un regolamento che disciplini il fenomeno attraverso lo stop alle giocate in orari critici e che stabilisca il parere negativo relativamente alle aperture di sale nei quartieri a rischio sociale, economico e criminalità.



Brindisi li, 27 Ottobre 2018

IL PRESIDENTE PROVINCIALE
                                                                ZIPPO GIUSEPPE             

lunedì 8 ottobre 2018

IL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA NON PARTE, DISAGI PER LE FAMIGLIE.






COMUNICATO STAMPA


Vengono smentiti nei fatti gli annunci effettuati dal Sindaco di Brindisi in conferenza stampa circa l’avvio del servizio mensa. A far data da oggi, infatti, l’annunciato avvio del servizio di refezione scolastica in tutte le scuole del capoluogo non c’è stato e non solo per l’utenza affetta da problematiche afferenti allergie e/o intolleranze alimentari per cui era stato annunciato uno slittamento al 15 Ottobre in attesa di menù dedicati predisposti dalla ASL. Nella mattinata odierna, infatti, le famiglie hanno dovuto prendere atto dell’impossibilità di usufruire del servizio con gravi ripercussioni sulla gestione dei tempi e l’organizzazione famigliare. In un comprensivo dopo aver fatto prenotare il pasto i genitori sono stati ricontattati telefonicamente per comunicare il dietrofront.   Una situazione insostenibile  che ha riguardato la quasi totalità delle scuole a tempo pieno del capoluogo con l’esclusione del comprensivo “Centro” ed il  “Centro 1” che comunque stanno avendo non poche difficoltà nell’approntare l’accoglienza del servizio in queste ore. Tempi ristretti anche per l’organizzazione e la messa in funzione del centro cottura lasciando spazio ai dubbi circa l’approvvigionamento delle materie prime aspetti che ci auguriamo non vadano ad incidere su qualità del servizio ed efficienza.   Ritornando alla conferenza stampa numerosi sono gli interrogativi emersi partendo dai ritardi nella predisposizione dei menù da parte della ASL la stessa che garantisce il supporto ad altri comuni vicini che hanno già avviato da tempo il servizio di refezione scolastica. Altro aspetto non di minore importanza il cambio di consegne tra aziende e l’annuncio dell’indisponibilità sia dei dati dell’utenza sia di attrezzatura per un importo di diverse centinaia di migliaia di euro aspetto su cui oltre le diffide chiediamo siano avviate le opportune azioni di tutela da parte dell’ente. L’ADOC  chiede che l’amministrazione comunale si faccia promotrice nelle prossime ore di un incontro urgente con dirigenze scolastiche, azienda appaltatrice e ASL per monitorare la situazione e dare certezze alla cittadinanza. Quanto sopra deve andare di pari passo con l’istituzione di un gruppo di lavoro che effettui il monitoraggio del livello di qualità del servizio, attraverso la redazione di una carta dei servizi, e discuta azioni migliorative con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori così come previsto per legge.      

Brindisi li, 8 Ottobre 2018
IL PRESIDENTE PROVINCIALE
ZIPPO GIUSEPPE            

martedì 2 ottobre 2018

ATTI VANDALICI CAMPO SPORTIVO RIONE PERRINO

COMUNICATO STAMPA


Destano perplessità le dichiarazioni dell’assessore allo sport del Comune di Brindisi, Oreste Pinto, in riferimento all’atto vandalico perpetrato ai danni di quella che doveva ma non lo è mai stata una struttura sportiva ubicata nel quartiere Perrino. La nostra sensazione, contrariamente a quella esternata dall’assessore, è che il quartiere sia vittima di un atteggiamento punitivo non solo da parte di chi non ha a cuore le sorti della città ma anche di una politica “disattenta” ai bisogni dei cittadini pronta a scaricare il faldone del degrado e dell’incuria sulla comunità. Non sappiamo a quando siano riconducibili i danni rilevati, un dato è certo: dopo la ristrutturazione degli spogliatoi con annessi servizi ed impianti nel Novembre 2012 in vista dell’installazione di una tendopoli, mai realizzata, per le note vicende dell’epoca, nel 2015 avemmo modo di commentare un episodio analogo con annesse dichiarazioni di condanna ed intenti rimaste sulla carta. Nel frattempo a distanza di oltre 10 anni dalla realizzazione il campo di gioco non ha mai visto lo svolgimento neanche di un allenamento. Si apprende nel frattempo che la struttura rientra tra quelle oggetto di convenzione per la manutenzione e la custodia. Un dato paradossale per il dispendio di risorse nonostante l’indisponibilità della struttura e la mancata fruibilità da parte dei ragazzi del quartiere e non solo. Chiediamo ancora una volta una maggiore attenzione verso le periferie. Purtroppo è l’ennesimo intervento che siamo costretti a fare proprio in considerazione del degrado della zona e l’assenza di manutenzione degli spazi pubblici per non parlare dello stato in cui versano alcuni immobili comunali ed infrastrutture. L’impressione è che a Palazzo di città nonostante le passeggiate la storia sia sempre la stessa!   

Brindisi li, 2 Ottobre 2018

IL PRESIDENTE PROVINCIALE
                                                                 
IMMAGINI ATTI VANDALICI 2015


INGRESSO SPOGLIATOI

IMMAGINI ATTI VANDALICI 2015
ZIPPO GIUSEPPE           

domenica 15 luglio 2018

ASSEGNAZIONE SEDIE JOB PER DISABILI: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VERIFICHI I REQUISITI DI ACCOGLIENZA A TERRA DEI LIDI





                                                       COMUNICATO STAMPA

E’ stata recentemente divulgata la notizia relativa all’assegnazione da parte della Regione Puglia, con DGR772/2018, al Comune di Brindisi di n.7 “sedie job” per garantire l’accesso al mare dei diversamente abili. Un atto di civiltà che avremmo voluto fosse parte integrante del patrimonio dei gestori dei lidi dell’intera fascia costiera a prescindere dalla concessione della Regione. Sensibilità che non appartiene al momento neanche all’amministrazione comunale che anche questo anno disattende quanto previsto dall’ordinanza balneare  2018 in termini di servizi da attivare nelle spiagge libere tra cui le passatoie per i disabili, il servizio di salvamento ecc. Denunce che rinnoviamo ogni anno senza riscontro neanche da parte degli organi di controllo, purtroppo. Ma ritornando alla consegna delle sedie job ci si chiede quali siano stati i criteri di assegnazione e se tra questi sia stata valutata l’idoneità dei servizi forniti a terra quali ad esempio i parcheggi  e l’accesso agli stabilimenti. Nasce spontaneo il dubbio, infatti, che si sia garantito l’ingresso in acqua ai diversamente abili trascurando l’accesso negli stabilimenti. Da una prima ricognizione effettuata, infatti, alcuni  dei lidi beneficiari dell’assegnazione delle sedie non hanno parcheggi adeguati per disabili né tantomeno gli accesi a norma salvo disporre di entrate alternative utilizzate in genere per altri scopi o dislocate rispetto agli ingressi principali. Per quanto sopra l’ADOC chiede all’amministrazione comunale una celere e puntuale ricognizione della situazione per garantire l’effettiva fruibilità del servizio reso ai cittadini disabili ed un’evidenza dei risultati dei rilievi effettuati.

Brindisi li, 14 Luglio 2018

Il Presidente provinciale
        Zippo Giuseppe